Gianluca (Pavia) - 2004 - La mia avventura al Rosamarina

E' ottobre inoltrato , da tempo abbiamo fissato questa data sui nostri calendari, finalmente ci siamo, canne ed artificiali sono pronti da tempo.
Un ultimo giro di telefonate e gli altri due compagni di viaggio , Gianfranco e Mario, confermano l'entusiasmo per l'inizio di quella che sara' una bellissima avventura di tre giorni di pesca sul Lago di Caccamo (o Rosamarina).
Alle 21:05 siamo seduti comodamente in aereo e parlando ovviamente di pesca in poco piu di due ore atterriamo a Palermo.
Dopo i bagagli passiamo a ritirare l'auto prenotata e dopo un'oretta siamo a Caccamo, paesone sovrastante il lago omonimo.
Le camere dell'albergo sono ordinate e funzionali.
Prepariamo in anticipo canne ed artificiali per non perdere nemmeno un
minuto la mattina successiva.
Ore 06:00 , suona la sveglia, poche le parole e tante le aspettative.
Nella hall ci uniamo all'amico Giosue', pronto anche lui all'avventura ma gia avvezzo alle meraviglie del Rosamarina.
Alle 06:30 siamo in riva al lago , ad attenderci e' Francesco espertissima guida nonche' amico fraterno in pesca, decidiamo di iniziare a pescare appena dopo la diga in alcune baiette riparate dal vento .
Gianfranco parte subito bene con tre discrete catture.
Il sottoscritto deve fare il conto con branchi di famelici persici reali, molto diffusi ma dalla mangiata subdola.
Poco dopo rompo il ghiaccio con un discreto bass.
L'esca usata e' un DoubleRinger, per conto mio si rivelera' l'esca della giornata, in particolare la colorazione Watermelon , innescata Texas con piombo da 1/8 di oncia.
Le parole non possono dare un'idea pero' di quanto siano agguerriti questi bass anche se di dimensioni non eccessive : i bass autunnali del Rosamarina sono dei veri e propri trattori, molto astuti mangiando e contemporaneamente intanandosi tra i foltissimi cespugli sommersi.
Dopo alcune catture, Francesco ci suggerisce di cambiare zona per poter sfruttare al meglio la direzione del vento.
Ci conduce infatti in quello che i posteri ricorderanno come "la baietta dove Abdul ha fatto neri il Gian ed il Mario" (nome lungo ma indimenticabile).
Qui pescando con il doubleringer watermelon e bullet da 1/8 castigo 5 bass in altrettanti lanci. Al termine della prima giornata di pesca avro' portato a riva ben ventidue pesci ed altrettanto avranno fatto i miei soci.
Soddisfatti , torniamo in albergo, per la cena e per preparare la seconda giornata.
La sveglia e' sempre alla stessa ora, puntuale. Francesco ci aspetta per condurci alla zona denominata "il canneto".
Vista l'ora e la minaccia di pioggia, ci consiglia di aumentare la piombatura , la dimensione dell'esca e di pescare il piu lontano possibile da riva.
Innesco allora dei senko red-flakes da 5" con piombi da 1/2oncia.
Le catture non tardano ad arrivare. La nota tecnica della giornata sara' l'utilizzo in bobina di un fluorocarbon, il Vanish della Berkley, che grazie alla totale assenza di allungamento, mi ha permesso di catturare pesci a 40/50 metri di distanza, avvertendo anche le minime tocche.

Con grande soddisfazione al termine della giornata contiamo almeno un
centinaio di pesci catturati!

Il terzo e conclusivo giorno si apre sotto i migliori auspici, il cielo e' sereno , la temperatura e' estiva ed Giosue' e' gia ad aspettarci: peschera' con noi tutta la mattina.
Arriviamo sul lago , Francesco ci conduce "ai Catanesi", e' la parte piu' pescosa dell'intero lago in questa stagione , unica nota dolente e' il dover pescare tra cespugli sommersi insidiosissimi.

Sono tantissimi i pesci persi per questo ma gli altrettanti salpati ci riempiono ancor piu' di orgoglio e fanno si che le ultime ore passino
quasi senza accorgercene.
Le catture si succedono a ripetizione, ogni lancio regala un'abboccata.
L'esca principe risulta il Senko della Yamamoto, in colorazioni piuttosto chiare, con piombature tra 1/4 e la 1/2 oncia.

Di gran efficacia anche l'utilizzo dei crank, su tutti Rapala Shad Rap e Taildancer da 7 cm, nel giro di una mezzoretta incanno ben cinque bass un paio dei quali attorno al KG .
Pomparli pero' fuori dai rovi non e' come dirlo , la paletta non aiuta di
certo e la lotta si conclude spesso in loro favore.

Che dire poi?
Le righe sopra servono solo a testimoniare il clima di fraterna goliardia
che ha regnato per l'intera durata di questa bellissima esperienza in
terra sicula.
Mario e Gianfranco sono miei amici , mi ci trovo davvero bene, sono grandi pescatori ma soprattutto hanno un cuore grosso cosi'.
A loro va il mio grazie , veramente sentito .
L'idea di poterlo rifare mi riempie di gioia e di frenesia per l'attesa.
Un consiglio per tutti: provateci, prendetevi un week end , contattate Francesco trovatevi una bella compagnia e volate a Palermo.
Non ve ne pentirete , garantito!

Per quanto ci riguarda .....alla prossima .


Gianluca

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