Fabio Santoni (La Pesca a Mosca & Spinning) - 2005 - L'Oro di Sicilia

Se ne giace laggiù, l’oro di Sicilia, in un’aspra vallata disegnata da olivi selvatici, mandorli fioriti, gialle ginestre e cardi spinosi, guardato a vista da potenti contrafforti rupestri. Selvaggio e ridente al tempo medesimo, inondato da profumi inebrianti. Appena lo vede dall’alto, l’occhio clinico del pescatore quasi metafisicamente percepisce il magma bollente di pesci che brulicano in quelle acque: il colore delle stesse, la conformazione delle sponde, la natura generosa del territorio trasmettono quella stessa sensazione di forza che ti lascia addosso la terra di Sicilia, la terra ferace e talora anche ostile di Giovanni Verga. Una sensazione coinvolgente per il pescatore, un’iniezione di vitalità e per me un sollievo dalle tristezze ispiratemi delle “mie” acque toscane; se avessi un posto del genere vicino a casa credo che sarei a pescare un giorno sì e uno no… mai avrei pensato che ci volesse il bass di Trinacria per risollevarmi.
Questa la cronaca del mio viaggio all’invaso di Rosamarina fra Cefalù e Caccamo, con la squisita ospitalità di Francesco Li Bianchi, titolare del servizio guide per il lago e vicepresidente della sezione Sicilia dello Spinning Club Italia, nonché profondo conoscitore delle acque e delle tecniche. Potrei iniziare dalla fine, parlandovi di quello che giudico indiscutibilmente uno dei migliori bacini italiani per il bass, se non addirittura il migliore; non esagero, ve lo dice uno che ha pescato il bass in Brian, in Brenta, in Bacchiglione, nel Grassaga, a Massaciuccoli, a Santa Luce, al Trasimeno, al Calcione, in Arno, a Bilancino, all’Elvella, a Bolsena, a Chiusi, a Montepulciano, a Corbara, oltre che in circa altri centoventi fra laghi, laghetti, cave, invasi toscani più o meno segreti...

Ma andiamo per ordine: il Rosamarina è uno splendido invaso artificiale costruito sul fiume San Leonardo negli anni dal 1973 al 1992 a scopo idropotabile (ma allacciato alla rete idrica solo da poco più di un anno...), che conta ben 16 km di sponde, 95 milioni di metri cubi d’acqua, e oltre 100 metri di profondità vicino alla diga. La morfologia del fondale è assai varia, in quanto si passa da una zona molto estesa – quella prossima all’immissario – con profondità media contenuta (dal mezzo metro ai cinque metri) al corpo basso del lago dove invece predominano rive ripide e profondità molto elevate, a causa della stretta e profonda vallata in cui questa perla è incastonata. Numerose e propizie insenature con acqua poco profonda movimentano il disegno delle rive, e sul fondale in prossimità delle sponde sono copiosamente disseminati alberi e arbusti semisommersi, che costituiscono altrettanti punti di riferimento preferenziali per i predatori, nonché potenziali insidie per le nostre lenze. Tutto il lago è costeggiato da una strada sterrata abbastanza dissestata, ma comunque percorribile con qualsiasi normale autovettura, che agevola notevolmente negli spostamenti anche durante la pesca.
La popolazione ittica è composta prevalentemente da black bass, persici reali, carpe, carassi, oltre che da milioni, da vere e proprie nuvole di latterini, che stanno alla base di una catena preda-predatore perfettamente strutturata e biologicamente superproduttiva. Spero non sfuggano dei dettagli importanti che aiutano a spiegare la produttività di questo bacino: intanto la profondità elevatissima vicino alla diga dovrebbe metterlo al riparo da eccessivi prelievi ed eccessive variazioni di livello nei periodi di siccità; poi va considerata la temperatura annua mediamente elevata del sito geografico e soprattutto i rigori invernali mitigati dalla latitudine e dalla vicinanza del mare, cosa che è noto il centrarchide gradisce particolarmente, permettendo un’attività sufficiente per tutto l’arco dell’anno e tassi di accrescimento molto elevati.......
E in pesca, puntualmente, i risultati sono stati quantomeno all’altezza di tali e tante aspettative, dei risultati, qualunque bassman mi capirà al volo, da ritrovarsi con il pollice completamente scartavetrato dopo metà giornata di pesca… Quello che impressiona del Rosamarina è la possibilità di unire la qualità alla quantità: fare trenta o quaranta pezzi al giorno qui è assolutamente normale, almeno nei momenti più favorevoli (io pensavo a un’esagerazione, invece sono i numeri che ho fatto anch’io, e Francesco insieme a me), ma al tempo stesso in tre giorni di pesca ho salpato anche il due chilogrammi che vedete nelle immagini e vari altri esemplari fra il chilogrammo e i due chilogrammi (e quando valutate le foto considerate pure che io sono decisamente grossotto...). Un risultato eccellente, se si pensa che era metà maggio, che tutte le grosse femmine avevano già fregato e si erano spostate sulla media profondità in atteggiamento scarsamente aggressivo o neutrale; anzi personalmente, contrariamente all’opinione di alcuni, considero il post-frega uno dei periodi più difficili in assoluto per il bass di taglia. Inoltre, altro indicatore estremamente positivo, qui sono perfettamente rappresentate tutte le taglie con una completezza “di gamma” che non avevo modo di osservare da molto tempo, sintomo del buon esito delle freghe nei vari anni e di un buon tasso di accrescimento, senza che la competitività alimentare di un numero così elevato di esemplari induca fenomeni di nanismo. Mentre vi potrei citare molti bacini nelle mie zone dove, senza soluzione di continuità, si passa da un esercito di piccoli esemplari infestanti a pochissimi “giganti” quasi imprendibili.
Ecco perché quando vi ho detto che considero il Rosamarina forse il miglior bacino italiano per il black bass ho meditato molto attentamente sulle mie affermazioni, evitando di lanciarmi in giudizi temerari o di mettere a repentaglio la mia reputazione, ed ecco anche perché davvero credo sia ben giustificato lo spazio che qui la nostra rivista gli dedica. L’amicizia di Francesco Li Bianchi, poi, ha giocato un ruolo importante nel permettermi di scoprire in breve tempo le qualità di questo bacino. Francesco, come vi dicevo, è la persona che qui si è lanciata nella lodevole iniziativa di organizzare un servizio di guide per il lago, lodevole perché la sua attività, oltre che utile – lo spero per lui – ai fini personali, è inquadrabile anche in un importante tentativo di valorizzazione dell’ambiente e delle risorse naturalistiche-alieutiche di quest’area della regione Sicilia fra Palermo e Cefalù; lui stesso si sta battendo per l’introduzione di misure minime e di quote molto più restrittive e naturalmente gli auguro il massimo successo.......

Fabio Santoni

L'articolo prosegue sul numero di Agosto-Settembre 2005 de "La Pesca a Mosca & Spinning"

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